reiss-car.jpg Innovazione è uno termini più ricorrenti nel mondo della tecnologia (se ci pensiamo bene anche in politica, ma è un settore in cui preferisco non addentrarmi …). Non passa giorno, non si chiude riunione che questo termine non ritorni prepotentemente. La parola innovazione viene usata a supporto, come corroborante, di ciò che ognuno di noi intende presentare, ideo o progetto che sia. Sembra quasi che inserendo la parola magica “innovazione” tutto ciò che noi stiamo facendo acquisti più valore o, meglio, “valore aggiunto”. Talvolta capita che, una volta conclusa la relazione o l’esposizione del progetto, ci si interroghi sulla pertinenza tra il significato di innovazione e ciò che abbiamo udito. Ancor più spesso la risposta è negativa. E allora è bene chiedersi cosa davvero significhi innovazione. Se ci affidiamo ad un vocabolario tra i più quotati possiamo leggere che innovare significa “mutare qualcosa, aggiungendo nuovi elementi”. La definizione non ci può soddisfare, perché troppo generica ed indefinita. Personalmente ho la curiosità, oltre che la necessità, di trovare una definizione di innovazione, in quanto io stesso uso spesso questo termine. La risposta è arrivata inattesa, leggendo il keynote di Eric Reiss sul tema “Invenzione, innovazione e futuro dell’architettura dell’informazione”.Reiss, nel corso della sua relazione, dà una definizione di innovazione tanto semplice quanto esaustiva: “Innovare significa trasformare i problemi in soluzioni”. Questa è la summa del concetto di innovare. E Reiss offre questa definizione contrapponendola a invenzione, altro tema che ricorre nel nostro mondo e che spesso si sovrappone a innovazione: “Gli inventori trasformano idee in realtà”.Due termini talvolta scambiati e confusi, in verità contengono significati molto diversi: l’invenzione è legata all’idea, l’innovazione alle pratiche.Ed è da qui che conviene muoversi quando ci interroghiamo sul grado o la capacità di un’azienda di innovare. Un’azienda innova quando, grazie ai prodotti o ai servizi, riesce a risolvere con nuove soluzioni i problemi degli utenti o a migliorarne la qualità della vita, perché lavorare meglio significa vivere meglio… Si badi bene, un’azienda può vincere la sfida del mercato con un prodotto che risponde ad una domanda rimasta inevasa. Ma innovazione significa altro, ovvero saper leggere il mercato, la domanda del pubblico, le criticità e offrire una risposta ad esse.Quindi se un’azienda e i suoi uomini vogliono diventare davvero innovativi, in quanto professionisti, devono costruire una solida esperienza su cui creare le best practice in grado di generare il prossimo ciclo innovativo.Reiss porta uno splendido esempio, la ruota: nulla vieta di considerare un’invenzione un’automobile a otto ruote (quattro per parte), costruita grazie ad una serie di idee nuove, ma se poi questa automobile si impianta nel fango appena affronta lo sterrato a causa del peso, è veramente difficile considerarla un’innovazione. Alla ruota e alla sua rotondità è legata una delle più grandi scoperte della storia dell’uomo, che ha permesso di “risolvere” il problema del trasporto di merci e persone da un luogo all’altro. E questa è innovazione.In conclusione, se un’azienda vuole essere innovativa non può considerare l’innovazione come un obiettivo, bensì come un modello di lavoro e compenetra l’essenza e l’idea stessa di azienda. Innovare non è inventare l’inedito a tutti i costi ma è un modo di pensare ed agire, che si esprime ad ogni azione in modo naturale, senza evidenziatore. Se dobbiamo essere noi a pronunciare la parola innovazione per ciò che stiamo facendo, abbiamo già perso.