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Caffè con BEA si rinnova, e con lo stile ‘innovativo’ che ci contraddistingue. Nuovo layout, nuovi RSS, una sezione dedicata a La voce dalle aziende, la sezione Editoriale di Marco Bucci, una serie di feed da altri blog che riteniamo interessanti per il nostro mercato, i link ai nostri social network come Facebook, LinkedIn e tanto altro ancora.

Venite a trovarci su www.caffeconbea.it!

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mwc_logo.gif Archiviato il Mobile World Congress di Barcellona, la grande esposizione su tutto ciò che fa mobile al mondo, è tempo di avviare un’analisi sui cellulari di prossima generazione.

La prima riguarda l’interesse ancora molto alto del cellulare sul pubblico. Nella città catalana sono arrivati sono arrivati 60.000 visitatori e circa 3 mila giornalisti, oltre a 1200 aziende provenienti da 185 paesi. L’evento è stato seguito da milioni di persone via Internet o attraverso i media tradizionali (tv, radio e giornali). Secondo Gartner nel corso del 2007 sono stati circa 2,8 miliardi i cellulari usati e per il 2008 si prevedono 3,1 miliardi. Sono in crescita anche le vendite di telefonini, che passeranno dal miliardo e cento dell’anno precedente a un miliardo e duecento prospettate nel 2008.

Un altro segnale importante viene dal parterre di speaker – tutti di indubbia fama – che hanno animato il salone mondiale del telefono cellulare: i fornitori hanno portato il meglio a Barcellona per spiegare la nuova via al mobile.

Il secondo dato interessante arriva dal software, ovvero il motore, dedicato ai cellulari: sempre più sofistica, con nuove soluzioni e sempre più orientato al web. A Barcellona spiccava l’assenza di Apple, reduce dalle novità presentate in MacWorld Expo di metà gennaio a San Francisco, ma la concorrenza non si è tirata indietro. Microsoft ha presentato la nuova release di Windows Mobile 6.1, Google ha svelato i primi prototipi di terminali con il sistema operativo Android. E BEA rinnova le soluzioni che permettono la convergenza tra Web, information technology e rete all’interno di un’unica piattaforma.

Sony Ericsson ha presentato il nuovissimo Experia X1, un terminale destinato davvero ad essere un duro antagonista dei prodotti HTC, che a Barcellona si è presentata molto conservativa in attesa di sfornare nei prossimi mesi i nuovi modelli. Nokia ha mostrato le potenzialità della piattaforma Symbian Touch UI. Occhi puntati sulle ambizioni di Modu, produttore che si gioca tutto sulla compattezza e leggerezza del prodotto, senza penalizzare la qualità e l’usabilità.

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Tra i temi caldi del Mobile World Congress di Barcellona c’è la convergenza di altre piattaforme sul mobile – WiMax mobile, TV mobile; contenuti video in alta definizione – e l’implementazione con dispositivi musicali e il Gps. In una società sempre più globale e “liquida”, il cellulare sarà il nuovo media, attraverso cui comunicare, scambiare informazioni, approfondire la conoscenza in tempo reale, insomma, fare rete. A questo proposito, gli operatori sembrano intenzionati ad assecondare la tendenza, offrendo ai loro utenti, da un lato, i contenuti Internet in versione mobile, così da renderli pronti sempre e ovunque, e, dall’altro, garantire connettività veloce con HSDPA e HSUPA. L’obiettivo è di assottigliare il digital divide tra fisso e mobile.

Già oggi ci ritroviamo tra le mani dei telefoni evoluti e in futuro acquisteremo vere e proprie postazioni mobili, in cui la telefonia sarà solo un’opzione. Siamo e saremo certi di utilizzarli al 100 per cento delle loro potenzialità? Ma questo è un altro discorso.

Firmato Booz Allen Hamilton è il recente survey “Quanto è efficace la tua organizzazione IT”, indirizzato a CIO, manager dell’IT e non. Il survey è ancora aperto (se volete compilarlo lo trovate qui, sono 24 domande) ma l’articolo odierno su CWI fa emergere già interessanti dati. Certo il tema del connubio tra Business e IT, più volte ripreso da BEA, è sempre più scottante: da un lato un IT troppo spesso ingessato da architetture e soluzioni ‘rigide’ e silos verticali, e dall’altro modelli di Business sempre più reattivi, veloci ed aggressivi. E con la figura del CIO o dell’IT manager a gestire il difficile compito di allineare il proprio IT alle incalzanti richieste del Business. BEA risponde con numerose soluzioni volte a ridurre il gap IT-Business, e le raccoglie sotto un unico messaggio dal chiaro ed evocativo nome “Liquid Enterprise”: provate a fare un giro sul sito per scoprire qualcosa in più sulla Business Agility.

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Virtualizzazione (delle architetture IT) è una delle buzzword del momento: e BEA, come spesso accade, la fa da leader ancora una volta. Viene rilasciato oggi un utilissimo calcolatore online del TCO (Total Cost of Ownership), che mette a raffronto i costi associati a tre diversi scenari per applicazioni Java enterprise:

  1. piattaforme non virtualizzate, dove le applicazioni girano su sistemi dedicati
  2. il modello a sistemi operativi virtualizzati, dove più di una macchina virtuale gira sullo stesso sistema operativo
  3. e la architettura BEA LiquidVM, che permette alle applicazioni Java di girare su macchine virtuali, senza sistema operativo (e quindi al massimo delle performance ed efficienza)

I dati richiesti dal calcolatore sono pochi, ma le informazioni che si ottengono sono di estremo valore. Da provare.

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In un post precedente si parlava dello scorso convegno Forum ValueIT su SOA e IT Governance. Grazie agli organizzatori sono ora disponibili tutti i video delle presentazioni. Vi invito a dare un occhiata al sito del Forum dove, previa registrazione, troverete tutti i video, ed anche la presentazione di BEA Systems “La soluzione BEA per il governo di una architettura a servizi (SOA)”. Buon ascolto.

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180x80_enterprise08.gif Anche quest’anno BEA partecipa all’ IDC Virtualisation & Enterprise Conference 2.0. I temi trattati sono di estrema attualità ed interesse, e la comunità ICT, sia lato utenti finali che vendor e operatori, sta raccogliendo rilevanti risultati con queste soluzioni.

BEA porta la sua voce da leader sui temi della SOA, delle Dynamic business application e della Virtualizzazione, con un intervento nella mattinata del 18 di Paolo Salvalaglio. Nel pomeriggio del 18, invece Massimo Tripodi presenterà un caso estremamente interessante di Fastweb, che ha implementato con successo con noi uno straordinario progetto SOA.

Vi aspettiamo lunedi!

Sviluppato come guida per il governo del Regno Unito, l’Information Technology Infrastructure Library (ITIL) è uno standard nato alla fine degli anni ’80 con lo scopo di offrire una serie di “best practice” per la gestione dei servizi IT, promuovendo un approccio di qualità al fine di ottenere maggiore efficacia nel lavoro e sempre più efficienza nell’utilizzo dei sistemi informativi.

Il crescente affermarsi sul campo di questo standard dipende dal riconoscimento e dall’adesione da parte di quelle organizzazioni che, in modo sempre maggiore, sono dipendenti dall’Information Technology, e che sono decise a soddisfare i loro scopi e le loro necessità di affari.
Questa dipendenza conduce alle necessità di servizi di qualità dell’IT sempre maggiori, qualità per la quale lo standard ITIL fornisce una serie di indicazioni da seguire.
Esso, infatti, descrive i processi, le attività, i ruoli e le responsabilità per poter gestire in modo flessibile l’organizzazione e i problemi che possono sorgere, al fine di migliorare la qualità dei servizi forniti e di rispondere alle esigenze del mercato, dei clienti e degli acquirenti. ITIL è supportato da uno schema di qualifica completo, da organizzazioni accreditate di training, e da strumenti di implementazione e di valutazione.
Questo insieme di “best practice”, in sostanza, non si presenta come una serie di rigide regole, ma più semplicemente come una traccia da adattare caso per caso a seconda delle necessità, dei bisogni, delle particolarità e delle caratteristiche dell’azienda. Lo standard può essere utilizzato:

  • nel settore pubblico – Governo centrale e locale, Autorità sanitarie e politiche
  • nel settore privato – Banche, Assicurazioni, Telecomunicazioni, Servizi Pubblici, Trasporti
  • dalle società IT – Fornitori di prodotti, Società di System Integration, Società di Outsourcing

La documentazione ITIL è suddivisa in più libri, che trattano ognuno un aspetto diverso della gestione dei servizi IT; sono tutti leggibili in modo indipendente, ma ovviamente presentano sempre concetti strettamente correlati tra di loro. I libri di cui la documentazione è composta sono i seguenti:

SERVICE SUPPORT :
assicura che il Customer abbia accesso ad appropriati servizi per il supporto di funzioni di business. I processi descritti sono: il Service Desk, l’Incident Management, il Problem Management, il Configuration Management, il Change Management e il Release Management.
SERVICE DELIVERY :
questa sezione riguarda il rilascio del servizio richiesto per permettere un supporto adeguato ai clienti. Vengono trattati i processi del Capacity Management, del Financial Management per i Servizi dell’IT, dell’Availability Management, del Service Level Management e dell’IT Service Continuity  Management.
PIANIFICAZIONE PER IMPLEMENTARE IL SERVICE MANAGEMENT :
questa parte introduce all’utilizzo dell’ITIL in quanto fornisce una guida sull’allineamento dei bisogni di business all’IT e sulla valutazione dei livelli correnti di maturità del Service Management. Aiuta l’organizzazione ad identificare i punti di forza e di debolezza, permettendo di sviluppare i primi e di superare gli ultimi.
ICT INFRASTRUCTURE MANAGEMENT :
si occupa dei processi, dell’organizzazione e degli strumenti necessari per fornire un’infrastruttura stabile di IT e comunicazioni ed è la base per i processi di ITIL Service Management. Questa parte si occupa di Design & Planning, Operations e Technical Support.
APPLICATION MANAGEMENT :
fornisce un aiuto agli utenti, agli sviluppatori e ai manager del servizio per identificare quali applicazioni possono esser gestite da una prospettiva di service management.
SECURITY MANAGEMENT :
questa sezione si occupa della sicurezza dal punto di vista del fornitore del servizio, identificando come il Security Management si relaziona con l’IT Security Officer e come fornisce il livello di sicurezza necessario.
THE BUSINESS PERSPECTIVE :
si occupa di far comprendere ai manager il carico di business. Le questioni trattate includono il Business Relationship Management, il Partnership and Outsourcing, dei continui miglioramenti e sfruttamenti dell’informazione, Communication and Technology (ICT) per trarre vantaggio dal business.

La figura seguente mostra i processi che fanno parte dell’area “Service Support”
ITIL Support Processes

Ogni processo ITIL è a se stante nella sua definizione, ma per svolgere pienamente il suo scopo deve essere preso in considerazione con tutti gli altri.BEA Systems ha adeguato la propria struttura di supporto per essere in linea con le Best Practices ITIL, con particolare riferimento al Service Support, e inoltre richiede che i Support Account Manager che hanno la responsabilità dei Clienti di tipo Mission Critical siano certificati ai maggiori livelli ITIL. Come a dire: “al vostro servizio” con le nostre “migliori risorse”.
Per informarsi o saperne di più www.itsmf.it

Chiara Scarafiotti, ITIL Practitioner Support & Restore

Una caratteristica utile di Weblogic Server, dalla versione 9 in poi, è il cosiddetto production redeployment: una strategia di deployment delle applicazioni web che consente la coesistenza di due versioni dell’applicazione, garantendo il rilascio di una nuova release senza interrompere il servizio offerto agli utenti. E’ utile per la correzione di bug o per l’aggiunta di nuove funzionalità, senza dover chiudere l’applicazione nè aggiungere server ridondanti per redirigere il traffico durante la sostituzione.

Quando la nuova versione viene attivata, la vecchia viene mantenuta in funzione dal server finchè le sessioni utente già attive vengono completate oppure vanno in time out: nel frattempo la nuova versione comincia a servire tutte le nuove richieste. La figura seguente mostra come le richieste http vengono gestite da WLS:

Side by side deployment

Gli utenti che stavano navigando non subiscono alcun effetto dell’attivazione della nuova versione, quindi non è necessario pianificare finestre temporali di rilascio, magari di notte o nel week end come a volte si è costretti a fare. Versioni successive delle applicazioni possono essere storicizzate sui server, per cui è sempre possibile tornare indietro ad una versione precedente con la stessa modalità trasparente agli utenti. Inoltre, se una nuova versione viene attivata in Administration Mode, questa diviene visibile solo sul canale di amministrazione di WLS: ciò consente di eseguire test di corretto funzionamento prima dell’apertura al normale traffico utente.

test della nuova versione in administration mode

Le operazioni di deployment e di attivazione delle versioni possono, come tutte le operazioni di amministrazione, essere eseguite attraverso la console web di WLS, attraverso script ANT o WLST, programmi java o strumenti esterni di configuration management. Alcuni tipi di applicazione non possono essere gestiti con questa modalità di rilascio, che è limitata a web applications e enterprise applications: vedere la documentazione online di WLS per i dettagli.

Un bel post apparso sul blog Manageability, descrive i 5 prossimi trend per sviluppatori Java, Lo trovate qui.

In anteprima un nuovo whitepaper scritto a 4 mani con gli amici di VMWare: vengono analizzati i trend di adozione di SOA e Virtualizzazione, e vengono analizzate situazioni in cui una tecnologia sfrutta l’altra o ne abilita migliori risultati. Un bel documento di valore per CIO, IT manager ed architetti enterprise. Scarica il whitepaper

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