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Come non iniziare la partecipazione a questo blog se non parlando degli ottimi risultati finanziari di BEA del trimestre chiuso lo scorso 31 ottobre 2007. Trimestre, che ha visto finalmente la possibilità di divulgare pienamente i risultati finanziari nella massima trasparenza e rigore che da sempre contraddistinguono il mondo BEA in materia di accounting.
Con un cash flow operativo pari a 87,5 milioni di $ generato nel trimestre, in crescita del 62% rispetto allo scorso anno, BEA ha riportato un saldo di cash e investimenti a breve pari a 1,2 miliardi di $ riportando inoltre sempre in termini patrimoniali un fatturato differito in crescita del 15%.
La famiglia AquaLogic ormai rappresenta il 27% del fatturato di licenze ed è cresciuta dell’ 11% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno (AquaLogic User Interaction ha registrato il miglior risultato di trimestre di sempre, e AquaLogic Enterprise Registry and Repository, sempre più importanti per l’emergente e interessante area del SOA management and governance, hanno consolidato gli ottimi risultati iniziati nel secondo trimestre).
Ma questo è stato anche il trimestre della WebLogic Communication Platform che ha ottenuto i migliori risultati di sempre, dimostrandosi sempre più come una soluzione dirompente ed innovativa per il mercato delle TLC.
Continuando a parlare di conto economico il miglioramento in termini di profittabiltà ha dell’incredibile … con un fatturato di 384,4 milioni di $ nel trimestre, in crescita dell’11% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, l’utile operativo su base GAAP ( i principi contabili americani generalemente accettati) ha registrato un incremento di ben il 70% rispetto allo scorso anno, passando da 37.7 milioni di $ registrati nel terzo trimestre dell’anno scorso  ai 64,3 milioni di $ registrati nel terzo trimestre di quest’anno.  
Dal punto di vista geografico da segnalare la continua e progressiva crescita in Asia dove, guidata da Cina e Giappone, BEA ha riportato ricavi di licenze in crescita del 24% ad ennesima dimostrazione di come BEA stia ben operando in questi territori andando a cogliere le clamorose opportunità di crescita. In ultimo, ottima performance dell’Italia che dopo un brillante inizio anno si conferma anche nel terzo trimestre in linea con gli obiettivi di crescita, e con un ultimo trimestre estremamente promettente.

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All’inizio era la telefonia tradizionale con i suoi servizi voce in grado di mantenere in crescita le revenue dei vari operatori telefonici. Poi sono arrivati i servizi a valore aggiunto (VAS) e la continua ricerca della killer application, l’ “Applicazione” che avrebbe dovuto colmare la diminuizione dei profitti dei servizi voce e degli sms. Sono stati fatti diversi tentativi, gli operatori hanno iniziato a collaborare con alcuni partner selezionati, per fornire servizi alternativi. Tutto questo non ha funzionato, o solo in parte. La dimostrazione sono le continue pubblicità che si vedono in giro dove gli operatori insistono ancora su offerte di voce e SMS/MMS senza mai promuovere nulla di nuovo.Nel frattempo sono arrivati i vari Google, Skype, Youtube, SecondLife che stanno catalizzando l’attenzione degli utenti relegando i carrier a semplici fornitori di connettività. L’utente acquista un abbonamento flat (a breve anche su terminale mobile), ottiene il suo accesso internet e diventa un nodo della rete, libero di decidere cosa fare e con chi.Ed ancora, l’introduzione di applicazioni quali wikies e blogs hanno spostato il ruolo dell’utente che da singolo consumatore dei contenuti presenti su internet a produttore. Gli americani hanno coniato il termine “prosumer”.E’ nato così il social networking con i sui strumenti di condivisione delle informazioni , di tagging, bookmarking, blogging e tutte quelle forme di aggregazione che fanno parte ora di un fenomeno chiamato Web2.0.Ora lo scenario sta cambiando, gli operatori hanno smesso da tempo di cercare la killer application e stanno cercando di inseguire questa nuova onda di entusiasmo e soprattutto hanno realizzato che o si alleano o perdono la guerra.

Si cominciano a concretizzare i primi progetti di Service Exposure che consistono nel rendere disponibili le funzionalità della rete come servizi accessibile dall’esterno a disposizione di chiunque voglia realizzare applicazione composite (mashup networks).

Questo perchè, sul piano tecnologico, gli operatori hanno ancora diverse carte da giocare perchè una delle grosse limitazioni nei servizi offerti dalle varie “Google companies” è data dal fatto che l’utente è anonimo in quanto si presenta con un indirizzo internet o al più è l’utente virtuale che ha deciso di essere. L’applicazione Google puo’ al massimo lavorare sugli header HTTP o sui cookies per cercare di gestire in qualche modo l’utente.

Gli operatori invece sono in possesso di un insieme di informazioni pregiate sull’utente per la realizzazione di servizi innovativi in quanto sono “fisicamente connessi” con loro:

  • Location – hanno l’informazione su dove l’utente si trova a diverse granularità
  • Network – hanno l’informazione su quale rete sono attestati
  • Bandwidth – hanno l’informazione sulla banda disponibile per una specifica sessione
  • Presence – hanno l’informazione sul terminale che l’utente sta utizzando tra quelli a disposizione con la stessa identita

Questi sono solo alcuni esempi di informazioni che fino ad oggi hanno tenuto gelosamente all’interno delle proprie reti sia per questioni puramente tecnologiche sia soprattutto perchè considerate un loro valore da non condividere

Ma oggi più che mai gli operatori possono raccogliere la sfida del Web 2.0 mettendole a disposizione sotto forma di Web Services , API, Widget, Pagelet.

BEA Systems ha creato da tempo una famiglia i prodotti WebLogic Communication Platform proprio per rispondere a questa nuova esigenza offrendo agli operatori una serie di soluzioni che permettono in modo rapido, seguendo un approccio SOA, di “esporre la rete come servizio”.

Per ulteriori approfondimenti vedi il sito http://www.bea.com/wlcp/

La collaborazione tra BEA ed Italtel continua con una intervista a Marco Casucci, Head of Services and Services Enabler Unit. Italtel, basandosi sulla WebLogic Communication Platform, è riuscita in breve tempo, e prima in Europa, ad implementare e lanciare sul mercato una soluzione innovativa e dirompente per il mercato delle Telecomunicazioni: la parola d’ordine è Convergenza, di reti, risorse, servizi, …
Per una lettura più approfondita clicca qui.

Attenzione!

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